Natale vuol dire…

Mi sono ripromesso di scrivere al signor Garzanti, che bisogna aggiungere un paio di sinonimi al Natale. Quali? Io ne propongo tre, per gli altri fate voi.

Natale vuol dire parenti. Essì perché a Natale puoi. A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai. Un’attività da riservare a periodi in cui tutti sono buoni è decisamente quella di andare a fare visita ai soliti amici e parenti, che in questo periodo si rispolverano. Un po’ come andarsi a fare la visita di rodaggio dal dentista, ma almeno dopo hai i denti più bianchi. E per la magia del Natale subito ti ritrovi con un bell’interrogatorio in puro stile Parry Mason sul banco degli imputati, dove ti vengono poste le solite domande sulle solite tematiche: amore, lavoro/studio, salute. Generalmente è il momento in cui tutta la famiglia o gli amici concentrano la maggiore attenzione. I riflettori sono tutti puntati e cominci tuo malgrado a rispondere, glissando, quando si può.

Parente: Allora, come va con la tua dolce metà?
Tu: Ehm, veramente abbiamo rotto una settimana fa circa. Non ha mai funzionato. Preferiva fingere attacchi di labirintite piuttosto che andare al cinema insieme.
Parente: Oh. Allora lo studio come va?
Tu: Ehm, veramente l’esame era di mille pagine, dopo essermi fatto l’ultima settimana di studio quasi da insonne, alla fine sono arrivato talmente stressato che il professore, dopo la prima domanda, mi ha dovuto iniettare un ansiolitico perché dal panico non mi ricordavo praticamente niente.
Parente: Ah. E le emorroidi?
. . .

Natale vuol dire brufolo. È come le stelle cadenti a san Lorenzo o le sindromi pre-mestruali delle vostre rispettive sorelle. Ci sono dei momenti in cui ciclicamente queste situazioni si ripresentano. A Natale non si può fare a meno di ingurgitare indiscriminatamente tutto quello di cui ci si è privati durante l’anno. A cominciare dal fatto che ci sono un cenone e due pranzi, le cui quantità, almeno da me così si usa fare, potrebbero sfamare il Congo. E io personalmente, insieme ad amici, dopo abbuffate simili, mi sono ritrovato, insieme ad altre persone a banchettare all’una e mezza di notte con salsiccia e friarielli per il languorino che ci era venuto. Non è normale. Ma soprattutto quali sono i risultati di tutto questo? Un grosso pulsante nemico della bellezza facciale: un brufolo sul naso. Ma come? Ma perché? Proprio di questi periodi in cui sarebbe bello sbattere in faccia a tutti quella bella forma tanto faticata e sudata. Maledette siano le tre Marie e il loro panettone.

Natale vuol dire regali. Sarà stupido e scocciante per qualcuno ma fare e ricevere regali è la cosa più bella e gratificante dell’anno. Certo, conta lo spirito con cui li si fanno e li si ricevono. L’importante è sempre far conto di pensare alla persona che la strenna se la deve tenere. Non importa certo spendere cifre assurde, sciocchezze possono essere davvero molto gradite.

Un esempio? Il mio parentado mi ha regalato un bellissimo cuscino da collegare al mio lettore mp3 in modo da poter ascoltare le mie ninne nanne preferite per addormentarmi. Poi insomma se la persona è proprio importante e il regalo un po’ impegnativo ci scappa e allora… io ho ricevuto uno stupendo ciondolo, adattissimo alle mie attitudini.

E se poi è stato un anno un po’ difficile da affrontare e ci si vuole premiare, allora per una gratificazione extra ecco cosa ho pensato di regalare a me stesso.

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