Mai più in serie
La vita del blogger non è sempre semplice. Non basta dello spazio bianco e qualche frasetta per mettere su un blog. Proprio no. Bisogna, esattamente come nella vita reale o in Second life, se più vi piace, intessere numerose relazioni per poter interagire con potenziali fruitori dei propri contenuti. Commenta un po’ lì, abbonati qua, leggiucchia laggiù, insomma è un vero e proprio lavoro mai più finito.
Ma soprattutto non è semplice acchiappare blog che sono effettivamente interessanti da leggere e frequentare con una certa assiduità. Proprio come accade per un libro, così tra lettore e contenuti ci deve essere dell’alchimia altrimenti non se ne fa nulla. Il libro deve rispecchiare i gusti del proprio lettore, andare incontro alle sue necessità, appassionarlo, tenerlo stretto a sé e quindi stupirlo, spiazzarlo, lasciare che rimanga senza fiato quando si sta per voltare pagina e si è in attesa di conoscere il seguito. Certo meglio se il libro magari è rifinito bene, magari è in pelle e ha quel buon odore di carta stampata che sa di letteratura di qualità.
E così, proprio come quando passeggiando tra gli scaffali de La Feltrinelli, arranchiamo e cerchiamo di barcamenarci in quella tempesta perfetta di libri in attesa che il tomo perfetto appaia, così accade per questo genere così particolare di scrittura, se vogliamo molto spesso conformista e rigidamente attaccata a certi canoni, ma che sovente sa anche essere anarchica, libertina, indipendente ed innovativa. L’incontro avviene per caso, inaspettato, d’improvviso ti trovi a leggere cose che credi siano solo tue e giacciono nella tua mente e nella tua soltanto, invece sono lì scritte in quelle pagine digitali, che qualcuno ha riempito. L’amore da un incontro casuale è sbocciato.
Lì capisci che in quel piccolo angoletto forse c’è qualcosa che puoi apprendere, far tuo e migliorare. E tu prendi, rielabori e rimetti a disposizione perché nel profondo realizzi che questo è il passaggio fondamentale per relazionarti, dare forma, spessore e carattere ad un pensiero che è tuo, ma non tuo soltanto, perché compreso all’interno di una coscienza che è comune a tanti altri. Un blog che poi diventa talmente maturo da ispirare altri a far lo stesso, da permettere che altri piccoli riescano a crescere e a farcela in un mondo dove tutto è oramai in serie: confezionamento del latte, imbiancatura delle auto, il pensiero.
Per favore allora, commenta, lasciando l’indirizzo del tuo blog.







Hai perfettamente ragione, dopo aver aperto un blog di solito si è assaliti da ansia da prestazione: commentatori, lettori, post interessanti, immagini accattivanti da cercare. Alla fine bisogna solo mettersi l’anima in pace e scrivere per il puro piacere dello scrivere.Io comunque una capatina qui la ri-farò volentieri!